BUFALE E FAKE NEWS: COME DIFENDERSI…

… ED EVITARNE IL PROPAGARSI

Ogni giorno abbiamo a che fare con almeno un Fake, o una Fake-news.

Fisicamente: in spiaggia, per strada. Basti pensare alle cinture, alle borse, alle sciarpe che compriamo. Quello che li contraddistingue è una cosa sola, in sostanza: l’etichetta. Sono chiaramente dei falsi, ma comprando, siamo consapevoli che quello che stiamo prendendo con noi non è un prodotto originale; ma stiamo risparmiando, e molti soldi anche.

Mentalmente: Internet è il campo fiorente delle Fake-News. Perché il campo fiorente? Il 70% degli italiani usa il potente strumento internet per informarsi.

Perché vengono create

I siti guadagnano con la pubblicità: ogni banner che vediamo apporta al proprietario del sito guadagno, e lo stesso avviene quando clicchiamo. Quindi se veniamo attirati dal titolo di una notizia e ci clicchiamo sopra, automaticamente stiamo portando guadagno a quel sito. Creare delle notizie false che attirano un lettore, ecco il motivo per le quali vengono create.

Oppure, semplicemente, per motivi elettorali o propagandistici. Negli Stati Uniti, ad esempio, l’FBI sta indagando su un possibile ruolo della Russia sulla campagna presidenziale.

Come scoprirle

Le piattaforme di social network, messaggistica istantanea, sono già al lavoro sugli algoritmi per abbattere la visibilità dei portali che favoriscono queste notizie o prepararono post appositamente costruiti (click-bait) solo per ottenere click e apportare guadagni alla sola visita del loro sito.

Facebook ad esempio fa partire questa settimana una battaglia contro le fake news politiche in vista delle elezioni. Con la collaborazione di Pagella Politica, proverà a identificare le falsità, segnalarle a chi le ha condivise, affiancarle a una ricostruzione più oggettiva possibile e renderle poco visibili. Verranno analizzati solo i link agli articoli. Esclusi, quindi, i meme (le efficaci foto con frasi evocative). Facebook, prosegue Allan, vigilerà con attenzione pre-elettorale anche sui profili falsi, come avvenuto con le conseguenti rimozioni in Germania e Francia. Sul tema delle identità fasulle online (su Twitter), in seguito a un’inchiesta del New York Times, è intanto partita un’indagine dello stato di New York.

Per arginare, ad esempio, le tante “catene di sant’Antonio” che intasano il nostro telefonino, il team di Facebook che ha acquistato la tanto conosciuta app di messaggistica istantanea WhatsApp, starebbe testando una nuova funzionalità che cercherebbe di arginare i messaggi “inoltrati troppe volte”: farà perciò scattare una notifica anti-spam, che avviserebbe sia mittente che destinatario di essere parte di un anello di una catena. In Italia risale a pochi giorni fa, ad esempio, la diffusione dell’ennesima bufala secondo cui WhatsApp sarebbe diventato a pagamento, con una catena fatta circolare proprio attraverso l’app.

Per quanto riguarda i lettori, invece, ci sono tante maniere in cui si può individuare una Fake-News. A volte basta leggere solo il titolo della notizia che ci viene propinata. Ad esempio, notizia che circola spesso: “Scoperta cura per il cancro, ma nessuno lo dice”; “Condividi se sei indignato”; sono questi, più o meno, le prime avvisaglie di avere davanti una bufala.

“Se la GUARDIA DI FINANZA consiglia di pubblicarlo sulla propria pagina, un motivo ci sarà…Tutto quello che avete postato diventa pubblico da domani. Anche i messaggi che sono stati eliminati o le foto non autorizzate. Non costa nulla per un semplice copia e incolla, meglio prevenire che curare. Canale 13 ha parlato del cambiamento nella normativa sulla privacy di Facebook”

Bisogna imparare a navigare consapevolmente, verificando tutto ciò che ci passa sotto gli occhi, ed eventualmente assumendoci la responsabilità di quello che condividiamo. Per essere sicuri della veridicità della notizia, nel caso ci fosse ancora qualche dubbio, cerchiamo di combattere la disinformazione con la sua stessa arma: se internet può darci una fake-news, internet può anche smascherarla.

Per cui…

… tranquilli, Wathsapp non sarà mai a pagamento, la Guardia di Finanza non vi consiglia nulla, soprattutto di mettere un post sulle vostre bacheche, e quanto alle catene di Sant’Antonio, credete davvero che la condivisione massima e fastidiosissima dei messaggi serva a risolvere qualcosa?

Comments are closed.

Scroll to Top